Resoconto tragicomico di una settimana qualunque

Resoconto tragicomico di una settimana qualunque
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Un anno è composto da 365 giorni, un mese da 30 giorni e una settimana da 7 giorni. Chi ha sempre tante cose da fare sa bene come il tempo scorra in fretta e come sia importante approfittare di ogni singolo momento perché chi ha tempo non aspetti il tempo, chi dorme non piglia pesci e il tempo è denaro. Tutte considerazioni giustissime, ma giorno dopo giorno si viene influenzati da altre considerazioni che potrebbero far perdere di vista i propri obiettivi.

Si comincia di lunedì, il giorno dei buoni propositi. E’ risaputo che qualsiasi cosa importante da fare venga rimandata al lunedì. Il verbo giusto è rimandare perché spesso non si vuole proprio iniziare un’attività e allora si giura e spergiura che si inizierà il lunedì successivo. Ma poi il lunedì è dura: il weekend è da poco terminato e bisogna ancora riprendersi. Si rinizia il lavoro, ma bisogna ancora carburare. Meglio non affaticarsi troppo e riprendere la solita routine il martedì. Il martedì è un giorno promettente, non si hanno più scuse: gli ultimi strascichi del weekend sono ormai passati e si riprende nuovamente con tutti gli impegni. Ma siccome le cose da fare sono tante, non si riesce proprio a fare tutto di martedì e bisognerà affidarsi al mercoledì. Il mercoledì è il giorno intermedio, quello che si trova in mezzo alla settimana. Tra tutti è quello in cui essere più allegri perché si hanno già due giorni alle spalle e si è pieni di energia, la voglia di fare è tanta, impegni a gogò e mai un attimo libero. Ma sopratutto si comincia a respirare l’aria del weekend. Certo, è ancora lontana, ma qualcosa si comincia ad annusare. Arriva giovedì, il pre-weekend. In questo giorno si comincia ad essere stanchi perché ormai si hanno alle spalle 3 giorni e il weekend sembra che tardi ad arrivare. Non di rado si possono avere delle ricadute e sentirsi come un lunedì. Il sonno aumenta e gli impegni pure, ma bisogna restare ottimisti e convincersi che il weekend è ormai vicino. Alla sera la brezza festaiola comincia a far capolino e sì, tutto sommato, il giovedì non è poi così male. In men che non si dica il venerdì bussa prepotentemente alle porte, ma si può dire che è veramente weekend solo alla sera e prima di giungervi ce ne vuole! Di venerdì può succedere di tutto, ma l’importante è non farsi influenzare troppo ed evitare di farsi rovinare il weekend. Generalmente si respira un’aria più leggera e comincia ad essere chiaro come tutto quello che non sei riuscito a fare in settimana, dovrai rimandarlo a lunedì. E che dispiacere! E’ giunto finalmente il meritato riposo e sabato e domenica sono dedicati alle uscite, agli incontri, agli amici e alla famiglia. Si dorme di più, ci si rilassa e si cerca di dimenticarsi di tutte le cose che ci attendono da lunedì. D’altronde c’è tempo!

Resoconto tragicomico di una settimana qualunque
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Nel weekend bisogna darsi alla pazza gioia e recuperare tutto quello che non si è riuscito a fare durante la settimana…ovviamente si parla di divertimenti, per le cose importanti c’è ancora tempo! Ed ecco che il weekend scivola via a ritmo vorticoso e seppur riposati in un primo momento, si inizia il lunedì affrontando i postumi di un fine settimana scoppiettante…appunto, forse troppo!

Con il lunedì il ciclo si conclude e si riapre nuovamente, rinnovando il vortice temporale di cui tutti siamo vittime e nel quale cerchiamo di orientarci. Ripensando al weekend e alla settimana che ci attende, un lampo di genio si staglia tra tutti gli altri pensieri: bisognerebbe prolungare il weekend e ricominciare a lavorare il martedì e andare in vacanza già da giovedì, sicuramente saremmo tutti più sereni, riposati, tranquilli, focalizzati e pieni di vita. Avendo a disposizione poco tempo si riuscirebbe a sfruttarlo meglio e la qualità ne gioverebbe nettamente. Rinvigoriti, il martedì siete pronti a gettarvi anima e corpo per la promozione di questo nuovo stile di vita, a firmare petizioni, fare proseliti e a battervi per i vostri diritti che anno dopo anno vengono negati dagli intransigenti datori di lavoro, povere pedine di questo meccanismo assurdo. Anche loro devono essere liberati e spetta a voi aprirgli gli occhi…ma tra un vaneggio e un altro, una riflessione e un’altra, la sveglia suona e voi siete un’altra volta in ritardo. Meglio ingegnarsi sulla scusa da inventarsi per l’ennesimo ritardo. Fortuna che siamo già a mercoledì!

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