Il tatuatore di Auschwitz di Heather Morris: una storia d’amore tra le avversità per non dimenticare

book_Il tatuatore di Auschwitz
© ninocare Pixabay

Anche nel più difficile dei luoghi e tra le mille avversità può nascere un sentimento puro e semplice come quello che lega i due protagonisti di “Il tatuatore di Auschwitz”, scritto da Heather Morris e tradotto da Stefano Beretta. Lale è un giovane slovacco che si ritrova nel campo di concentramento di Auschwitz, dove incontrerà l’amore della sua vita Gita. Assistiamo così alla deportazione di Lale e seguiamo il suo percorso durante la sua prigionia, caratterizzata dalle atrocità commesse dai nazisti nei suoi confronti, ma anche verso tutti gli altri ebrei.

Emergono sentimenti forti, come la rabbia dei nazisti e la paura degli ebrei, non trattati più come persone ma semplicemente ridotti a una serie di numeri, tatuati sul braccio dal Tatöwierer, il tatuatore Lale che sarà costretto a marchiare gli altri e porterà per sempre il segno indelebile di quanto ha fatto e di quanto è stato fatto a lui e agli altri. Al di là dell’amore e dell’odio, si racconta anche dello spirito di cameratismo e della solidarietà che si instaura tra tutti i deportati, legati da un destino comune e che fanno buon viso a cattivo gioco per sopravvivere, per andare avanti e sperare di riappropriarsi delle loro vite, ora in mano ai capricci dei nazisti.

Con questo libro l’autrice Heather Morris narra una storia vera, che tocca il cuore dei lettori, facendo ripensare a uno spaccato di storia abominevole che ha marchiato sicuramente chi l’ha vissuto sulla propria pelle, ma ha cambiato anche la storia dell’umanità. Seguendo le vicende di persone qualsiasi, l’autrice fa però rivivere gli orrori dei campi di concentramento e riporta ancora una volta l’attenzione su un avvenimento successo che non dovrà più ripetersi. All’epoca i nazisti avevano incentrato la loro politica sul concetto di razza e sulla presunta superiorità dei tedeschi sugli ebrei, arrivando a sterminare un intero popolo: un grave errore da non ripetere e quindi da non dimenticare.

(Visited 45 times, 1 visits today)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.