Il potere di uno sguardo

Il potere di uno sguardo
© PublicDomainPictures Pixabay

Cosa si prova a guardare negli occhi un’altra persona? Quanto si può osservare intensamente qualcuno? Si dice che uno sguardo possa valere più di mille parole. A volte non serve parlare, ma basta un’occhiata per poter esprimere i sentimenti provati e dare quindi voce implicita ai propri pensieri. Non è facile mantenere il contatto visivo con qualcuno e la cosa si complica ulteriormente se questo qualcuno è un estraneo. Ciò accade in parte perché siamo vittime delle convenzioni sociali che etichettano come poco educato il guardare fissamente una persona ignota, mentre in parte è dovuto al senso di controllo, disagio, in cui incorre la persona sotto il riflettore, l’osservata.

Nel 2010 si è tenuta al Moma di New York la performance dell’artista Marina Abramovic, che per 3 mesi, ogni giorno, è stata seduta su una sedia, quasi immobile, a tu per tu con il pubblico, guardando chi di volta in volta si trovava sull’altra sedia posta di fronte a lei. E’ stata a sua volta osservata e osservatrice. Mille occhi erano puntati su di lei, umani e digitali, e su altrettanti occhi (in realtà si parla di più di 800.000 visitatori che hanno assistito alla performance, quindi gli occhi superano di gran lunga i mille) si è posato il suo sguardo. Per almeno un minuto le vite di due persone sconosciute si sono intersecate. Non vi è stato alcun tipo di contatto, non ci sono stati scambi di parole, eppure con uno sguardo si è avuto comunque un incontro e tanto basta per parlare di un incrocio: da un incrociarsi di sguardi si è giunti alla conoscenza dello stato d’animo di una persona. Chi ha potuto partecipare all’evento, racconta di come il momento sia stato intenso e di come si percepiva la forte personalità dell’artista. C’è chi ha raccontato di essere stato cambiato, chi è stato filmato in lacrime, chi sorrideva. In un’intervista la performer ha spiegato come abbia visto tristezza e sofferenza negli occhi di molti e di come l’esperimento non sia stato privo di difficoltà: lo stato d’animo è quello che determina il contatto visivo. Ciò che provi viene espresso attraverso gli occhi. E’ risaputo che gli occhi sono lo specchio dell’anima e questo spettacolo non ha fatto che ribadire questo concetto.
In un’epoca in cui tutto e tutti vanno veloci, corrono senza avere il tempo di fermarsi a riflettere, un gesto così semplice e naturale non può che destare curiosità e interessamento. Guardare negli occhi qualcuno può essere difficile, per alcuni impossibile, per altri il peso di uno sguardo dice tutto. Qualsiasi contatto reale inizia con uno sguardo, gli incontri iniziano con uno sguardo, qualsiasi rapporto nato alla luce del giorno ha inizio grazie ad uno sguardo. Guardiamo prima di tutto e fermiamoci a riflettere. Forse così potremo entrare meglio in sintonia con gli altri, conoscerli meglio e in fondo sentirsi tutti un po’ meno soli.
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