Il piacere di un buon caffè

Il piacere di un buon caffè
© unsplash Pixabay

Girovagando per il mondo, si acquistano nuove abitudini e si scoprono nuove cose interessanti. Spesso però può capitare anche che da questo confronto, più o meno voluto, si apprezzino delle caratteristiche della propria cultura e del proprio paese a cui prima magari non si pensava. Accade così che abbandonando i confini italiani, diventi sempre più difficile gustare un buon caffè.

Gli amanti dell’espresso sanno che neanche il migliore dei bar all’estero, riuscirà ad eguagliare la qualità nostrana. Per prima cosa bisogna stare attenti a cosa si ordina: infatti, quello che da noi è un caffè, viene presentato al di là delle Alpi come un bibitone lungo dalle torbide acque. Non a caso, si è soliti sorseggiare il caffè ovunque e portarselo con sé, dato che oltre che coraggio, ci vuole anche tempo per finirlo tutto! Importante è quindi lasciar perdere la generica parola “caffè” e utilizzare il termine più specifico “espresso”. Ecco che con questa parolina magica si apriranno gli scaffali con le tazzine piccole e corte. Nel peggiore dei casi, il famigerato espresso altro non è che un caffè americano sotto mentite spoglie: corto e uguale al nostro per le sue sembianze, ma uguale al suo fratello americano al momento della prova del gusto. Non di rado viene fatto grazie a una macchinetta automatica che rende ancora più invitante la sua degustazione.

Se si ha la fortuna di incontrare un bar che abbia una macchinetta del caffè professionale, come da noi conosciuta, e che esponga fuori un marchio italiano, quali segafredo, illy o lavazza, si consiglia di acciuffare al volo questa rara occasione e godersi uno dei pochi caffè decenti che degusterete su suolo straniero. Ovviamente evitate di coltivare altre fantasie: se parlate di marocchino, moccaccino o caffè macchiato, qui non vi capisce nessuno. Anche l’abitudine di un caffè veloce al bancone, è presto da dimenticare. O uno il caffè se lo porta via o si siede al tavolino e inizia a chiacchierare mentre sorseggia il beverone.

Queste sono le peripezie a cui il povero italiano in vacanza va incontro se non vuole rinunciare al classico rito del dopo pasto. La storia cambia se il soggiorno all’estero non è casuale, ma bensì permanente. Innanzitutto, l’amata moka è il primo oggetto da riporre con amore in valigia: reduci dai vostri viaggi, non vorrete certo rischiare di dover trascorrere tutto l’anno senza un buon caffè! Seguono le confezioni di caffè: seppur nei supermercati si trovino anche marche nostrane, vi sono solo le più comuni e non certo la vostra preferita! Meglio se portate con voi anche le tazzine perché possono essere merce rara da trovare, soprattutto quando ne avete bisogno e le cercate disperatamente! E così ben equipaggiati, potete partire alla volta di nuovi orizzonti, andare alla conquista del mondo e fermarvi un attimo per godere il vostro caffè italian style.

Con il tempo, nascerà in voi il desiderio di accaparrarsi una di quelle macchine che funzionano a capsule: ed ecco che vi potrete concedere dei caffè cremosi, come al bar in Italia. Con ansia conterete le ore che vi separano dal primo al prossimo caffè e non vedrete l’ora di provare tutti i gusti accompagnati da qualche dolcetto. Anni e anni spesi a lamentarsi del caffè che non veniva proprio come volevate, e poi la soluzione si trovava davanti ai vostri occhi! Comunque ora l’avete scoperto e non l’abbandonerete più…il vostro tessssoro…

Sì, ci abitua a tutto, si può rinunciare a tutto, ma il piacere di un buon caffè e la gioia di gustarlo nuovamente sono impareggiabili. Toglieteci tutto, ma non il piacere di un buon caffè!

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